La Marasca Luxardo

I botanici ci insegnano che la pianta di Prunus cerasus non è alta, raggiungendo solo in casi eccezionali i 4-5 mt., con una larga chioma di 3-4 mt. Il fusto si eleva divaricando i rami a varie altezze.

La chioma in un primo tempo assume forma piramidale, tondeggiando poi irregolarmente. Le branche che si diramano dal fusto sono inclinate, mentre i rami fruttiferi dell’annata sono sottili e penduli. La corteccia è di color rossiccio. L’albero ha accentuata caratteristica a cacciar pollini, cioè germogli che sorgono dalle radici, tanto che abbandonata a sé la pianta in breve infesta un ampio giro di terreno, compromettendo la sua longevità e produttività. Le foglie sono lanceolate, dritte, con margine seghettato, piccole, di color verde lucido nella pagina superiore, più chiare in quella inferiore che disegna le nervature principali e secondarie. Le gemme si riscontrano sui rami sottili e penduli dell’anno precedente, con infiorescenze generalmente a quattro fiori; questi hanno calice rossiccio a sepali ungulati, corolla a cinque petali color bianco piegati a cucchiaio.

La fioritura va da marzo ad aprile, varando la latitudine e dura circa 10 – 15 giorni. La fecondazione ha luogo con polline proprio e di altri ciliegi, anche dolci. Il frutto è globulare, leggermente schiacciato ai poli.

Il peduncolo è lungo e tenace. A maturazione il frutto è viola scuro, tendente al nero: l’epidermide è sottile; la polpa tenera, violacea con venature biancastre e produce un succo rosso cupo, acidulo, dolciastro. Il nocciolo, infine, di forma ovoidale, possiede un solco caratteristico.
Fin all’inizio del Settecento, tutta la produzione di marasche era concentrata nel territorio di Almissa, a sud di Spalato. All’inizio del 19esimo secolo, la richiesta di marasche in Dalmazia crebbe enormemente a seguito della nascita e diffusione del Maraschino. La distilleria Luxardo divenne in pochi anni il maggior acquirente di questo frutto.

L’esodo dalle terre dalmate delle popolazioni delle città, a causa dei mutamenti politici del 1945, portò nella penisola italica anche il maggior produttore di Maraschino. Si rese così necessaria la valorizzazione e l’incremento delle zone di marasche in Italia.
Nella parte orientale della pianura padana si elevano i Colli Euganei, vera isola mediterranea in padania. I terreni sono costituiti da rocce vulcaniche e sedimentarie calcaree biancastre o rossastre, che si ricollegano alla grande fascia delle Alpi calcaree che si estende fino alla Dalmazia meridionale.

In questo habitat favorevole nel nord est d’Italia è dove Luxardo si è stabilita ed ha scelto di coltivare ancora oggi le sue marasche.
Il frutto usato dalla Luxardo è una verità particolare denominata “Marasca Luxardo”.

Questa verità è stata selezionata da Giorgio Luxardo assieme al Professor Morettini dell’Università di Firenze subito dopo la Seconda guerra mondiale. Questa selezione che è durata diversi anni ha permesso di ottenere un frutto particolarmente adatta ad usi industriali. Più piccola ma ricca di succo, la “Marasca Luxardo” viene coltivata in moderni marascheti presenti nel nord est d’Italia e vengono monitorati costantemente dalla famiglia Luxardo.
La Luxardo controlla direttamente tutta la filiera di produzione, dalla materia prima, la marasca, fino all’imbottigliamento. Per questo motivo vi è un costante aggiornamento e ripopolamento delle piante di marasche per far fronte alla domanda sempre maggiore dei prodotti Luxardo.

firma-girolamo-loxardo

share